Sfatati i primi tre miti (dedito ad una giusta vendetta, barbiere e bello) veniamo a sapere che è stato in carcere che Mr Todd ha imparato il mestiere, da un tale Mr Plummer che prima gli ha insegnato come radere i suoi clienti e poi come svuotare loro le tasche. Senza che essi se ne accorgessero, possibilmente.
Uscito di prigione è pronto ad iniziare la sua nuova carriera di barbiere, senza però rinunciare a quella di ladro e, già che c’era, anche di assassino.
Dopo aver aperto il suo negozio crea uno speciale meccanismo per cui i clienti, una volta seduti sulla poltrona e aver pagato, fossero gettati all’indietro in una stanza al piano inferiore, in maniera tale che nella caduta si rompessero l’osso del collo.
Svolto alla perfezione il suo dovere di barbiere (non uccideva mai prima che il cliente fosse completamente sbarbato) e quello di assassino che rivende gli oggetti di valore della vittima, rimaneva un ultimo ingombrante problema: e i corpi?
Qui entra in scena la signora Lovett e il suo negozio di Meatpie. Nel musical Miss Lovett è perdutamente innamorata di Sweeney Todd non ricambiata, la storia vera vuole che i due fossero amanti da tempo. Quindi, perché non aiutare la propria compagna di piacere nella sua attività fornendole carne fresca e di ottima scelta?
Il resto è storia, ovviamente Sweeney fu catturato e impiccato per le sue malefatte, Miss Lovett si suicidò in carcere per evitare la pubblica gogna e gli altri vissero felici e contenti.
Soprattutto l’editore Edward Lloyd che mezzo secolo più tardi pubblicò la sua storia accrescendo così la sua impresa e rendendo famoso Sweeney Todd: il diabolico barbiere di fleet street.



